Il Santuario della Madonna delle Grazie sorge nel centro di Fabro e rappresenta uno dei principali luoghi di devozione del territorio. Le sue origini risalgono alla fine del Quattrocento, quando la tradizione locale colloca una serie di eventi miracolosi legati a un’immagine della Vergine dipinta sopra una fontana. Secondo il racconto tramandato, la Madonna apparve a una giovane di sedici anni chiedendo di essere venerata; inizialmente derisa, la ragazza fu creduta solo dopo un prodigio: l’anfora piena d’acqua che portava con sé, posta capovolta sulla sua testa dalla Vergine, non versò neppure una goccia. Da questo episodio nacque il primo nucleo del culto1.
Nel corso dei secoli la devozione si è rafforzata grazie ad altri eventi ritenuti miracolosi. Nell’Ottocento sono ricordate le guarigioni di due donne, una tornata a vedere e l’altra risanata dalla paralisi. Durante la seconda guerra mondiale, il 30 aprile 1943, la popolazione fece un voto solenne alla Madonna chiedendo protezione; tre giorni dopo, un bombardamento sulla ferrovia – dove lavoravano molti abitanti – non causò vittime né feriti tra i cittadini di Fabro. Questo episodio fu interpretato come un segno di particolare protezione e portò alla decisione di costruire un nuovo santuario.
La storia edilizia del complesso è lunga e articolata. La prima cappella, edificata tra il 1490 e il 1500, fu ampliata nel 1722, ma lo spazio risultò presto insufficiente. Nel 1875 si avviarono i lavori per una nuova chiesa, rimasti incompiuti per molti anni. L’attuale edificio fu realizzato nel 1947 per volontà della comunità e sotto la guida di don Angelo Montalto, in adempimento al voto fatto durante la guerra.
L’interno del santuario è caratterizzato da una grande semplicità: l’aula è a navata unica, priva di affreschi e statue, con pochi arredi essenziali tra cui due confessionali in legno e un altare che riporta il nome di Pio XII, il pontefice che nel 1954 donò una medaglia commemorativa al santuario. Il fulcro della devozione è il dipinto della Madonna con il Bambino, collocato sopra l’altare. L’immagine raffigura la Vergine in piedi, vestita di rosso e avvolta in un mantello blu, mentre sostiene il Bambino benedicente. Ai lati dell’immagine, in passato, erano esposti numerosi ex voto in oro offerti dai fedeli come ringraziamento per le grazie ricevute.
Nel tempo il complesso ha incluso anche strutture di utilità sociale, come un asilo, un orfanotrofio e una scuola professionale, testimonianza del ruolo centrale che il santuario ha svolto nella vita della comunità. La sua architettura, volutamente sobria, è concepita per concentrare l’attenzione dei fedeli sull’immagine mariana, divenuta simbolo di protezione e speranza per gli abitanti di Fabro.2
Fonti e note
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Una descrizione accurata dell'evento del "Sac. Don Luigi Ferri - Dal Castello di Fabro, Diocesi di Orvieto, 5 Agosto 1877 Festa della SS Vergine" insieme ad altre informazioni dettagliate sul Santuario alla pagina La Beata Vergine delle Grazie: un affresco rinascimentale a Fabro | Fabro Nascosta all'url https://ilcastellodifabro.wordpress.com/2017/06/11/la-beata-vergine-delle-grazie-un-affresco-rinascimentale-a-fabro/ visitato nel mese di gennaio 2026.
Analogo prodigio è ritenuto all'origine della fondazione del Santuario della Madonna delle Grazie di Fabro, del Santuario dell Madonna delle Grazie a Montegabbione, del Santuario della Madonna del Soccorso di Magione, al Santuario della Madonna dell'Olivo a S.Vito in Monte nel comune di San Venanzo e al Santuario di Santa Maria di Mongiovino a Panicale.
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Mons.n Eraldo Rosatelli (a cura di), Il culto di Maria S.S. Madre di Dio nella diocesi di Orvieto Todi, Grotte di Castro (VT), Tipografia Ceccarelli, 1988. pp. 226.