Urvinum Hortense è un'antico municipio romano la cui occupazione va dal III secolo p.e.v. al VI secolo e.v., è localizzato nei pressi del borgo medievale di Collemancio di Cannara. Fu sede municipale di modesta importanza con il compito di organizzare e gestire un ambito territoriale limitato e periferico.
Nonostante l'epoca di realizzazione consentisse insediamenti a basse quote aperti al territorio e ad una rete stradale in rapida estensione, Urvinum si presenta come centro defilato, arroccato in posizione dominante e naturalmente difesa. Rispondente quindi ad una logica insediativa "anacronistica per quei tempi, una replica, per di più realizzata in entrambi i casi in forme poco più che miniaturistiche, di tradizioni insediative vecchie, addirittura obsolete".
Lo scavo, sulla fine del secolo scoerso primi anni 2000, si articolava in due distinti Saggi (convenzionalmente Saggio A e Saggio B) aperti il primo (Saggio A) quasi in cresta al pianoro de "La Pieve" e il secondo (Saggio B) lungo il versante ovest, orientato ai Martani e al Sambro.
Il Saggio A, scavato a partire dal 1998, presenta una sezione importante dell’abitato municipale romano. L’asse principale della viabilità urbana sul quale affacciano residui di tabernae (negozi) e strutture più tarde, a testimonianza di un'apparente continuità di occupazione dell’area. Nel sito è presente anche una grande cisterna articolata in più vani comunicanti. Un condotto in cunicolo fuoriesce dal lato settentrionale dell’ultimo dei vani della cisterna. Nell'area è un complesso termale riportato in luce negli anni Trenta del secolo scorso con pavimentazione a mosaico policroma rappresentante scene nilotiche.
Il Saggio B, scavato a partire dal 2001, presenta una domus articolata su più vani digradanti lungo il versante protetto dai venti e favorito dal continuo soleggiamento diurno che guarda ai Martani.1
L’Università degli Studi di Perugia il 7 giugno 2021 ha ripreso le attività di ricerca archeologica a Urvinum Hortense, presso la frazione di Collemancio nel Comune di Cannara. Il Professor Gian Luca Grassigli, docente Ordinario di Archeologia Classica dell’Università degli Studi di Perugia, in accordo con le locali autorità Comunali e con la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, ha coordinato le attività di scavo, indicando le linee guida e gli obiettivi da perseguire nell’'arco della missione archeologica 2021. Alle attività progettuali, di scavo e di documentazione hanno preso parte circa novanta studenti dell'Università di Perugia e di altri Atenei nazionali e internazionali, che si sono alternati nel corso delle otto settimane di scavo. Sono stati prescelti per le indagini, due settori: uno presso l'area meridionale del sito, nota come "Anfiteatro” (Saggio Tempio N); uno presso la cd. “Domus della Donna velata”o “Domus Delle Stagioni" (Saggi D1-6), in corrispondenza di un pianoro a ad Ovest dell'area della cd. Acropoli. Le indagini svoltesi nel 2021 sono state effettuate al fine di esaminare le stratigrafie e al fine di esplorare nuove significative porzioni urbane del Municipio di Urvinum Hortense. L’attento prelievo stratigrafico ha permesso anche di recuperare materiale archeologico diagnostico, il cui studio potrà restituire dati cronologici utili per la datazione di strati e strutture.2
Tutti i reperti provenienti da Urvinum Hortense, ivi compreso il mosaico delle terme, sono raccolti nell'Antiquarium comunale "Urvinum Hortense"".
Fonti e note
- 1
Dipartimento di Scienze Storiche dell'Università degli Studi di Perugia - http://dipartimenti.unipg.it/scienzestoriche/sezioni/89-urvinum-hortense-collemancio-descrizione-dettagliata Sito web visitato nel mese di maggio 2011
- 2
https://data.d4science.net/ZzeGG visitato nel mese di novembre 2025