Abbazia di Sant' Angelo di Sconcolo

Comune: Gualdo Cattaneo
Architettura secondo il periodo: Architettura romanica
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri

L'Abbazia di Sant' Angelo di Sconcolo1 sorge isolata nella campagna di Collesecco, poco distante dall’incrocio che collega San Terenziano a Gualdo Cattaneo, lungo l’antico asse viario tra Todi e Bevagna. L’edificio, oggi affiancato da una struttura rurale, si colloca in un’area che in età tardoantica e altomedievale gravitava attorno al centro di San Terenziano.

L’origine del complesso è legata a un insediamento benedettino attestato dal 1275 come priorato, amministrato da un priore e quattro canonici e dotato di rendite considerevoli, con proprietà fondiarie distribuite nel territorio comunale. La chiesa, tuttavia, è più antica: fu edificata alla fine del XII secolo, probabilmente riutilizzando parti di un precedente edificio romano, come suggeriscono alcuni grandi blocchi di travertino inseriti agli angoli della struttura.

Durante il giubileo del 1300 il monastero accolse numerosi pellegrini diretti a Roma; in quell’occasione il rettore versò le decime utilizzando monete provenienti da diverse regioni italiane. La comunità monastica mantenne un notevole patrimonio fino al XV secolo e il rettorato fu ambito da figure di rilievo, tra cui Ludovico Magnasco, cantore pontificio e vescovo di Assisi, e il cardinale Marcello Lante, vescovo di Todi. Nel XVIII secolo il complesso venne infine unito al Seminario di Todi.

L’architettura della chiesa riflette pienamente il romanico umbro: l’aula è a navata unica, oggi coperta da capriate ma in origine dotata di una volta a botte sorretta da archi impostati su pilastri o semipilastri. La facciata, impostata a capanna, presenta un portale centrale e una trifora superiore; un porticato potrebbe averla preceduta. Il presbiterio è rialzato tramite due gradini, uno dei quali ricavato da una lastra funeraria romana. Sul fondo, l’abside semicircolare mostra una decorazione esterna scandita da lesene, piccole arcate e semicolonne.

All’interno erano presenti un paliotto in cuoio con l’immagine di san Michele Arcangelo, titolare della chiesa, e un affresco con san Silvestro sulla parete sinistra, legato a un beneficio annesso al priorato. Fonti d’epoca ricordano anche una tela di pregio, inviata a Roma per restauro dal vescovo Magnasco e mai più restituita. La chiesa accolse inoltre la sepoltura del capitano di ventura Erminio Cori di Marcellano (1557-1648).

Utilizzata per lungo tempo come magazzino, la struttura è oggi in stato di completo abbandono. Il sisma del 1997 ha provocato il crollo parziale della copertura, mentre dell’antico complesso monastico restano solo pochi tratti murari inglobati nell’edificio colonico adiacente.2

Fonti e note

  1. 1

    Denominata anche "Sant' Angelo di Collesecco" e
    "Sant' Angelo di Sconsolo", Cfr.Monasteri benedettini in Umbria : alle radici del paesaggio umbro / direzione scientifica di Giustino Farnedi ; repertorio dei monasteri a cura di Nadia Togni. Regione Umbria ; Cesena: Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. p. 73

  2. 2

    Monasteri benedettini in Umbria : alle radici del paesaggio umbro / direzione scientifica di Giustino Farnedi ; repertorio dei monasteri a cura di Nadia Togni. Regione Umbria ; Cesena: Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 73-75.
    Bernardino Sperandio, B.,Chiese romaniche in Umbria. Quattroemme, Perugia, 2001, pp.73-74

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