La chiesa di Santa Maria Assunta, detta anche Pieve di S.Maria, sorge in località Badia ed è ciò che resta dell’antico monastero di S.Maria in “Vallis Fabrica”, uno dei più antichi e importanti cenobi dell’Umbria, fondato dai monaci benedettini, in epoca carolingia, nella valle del fiume Chiascio, in una località chiamata "Vado in Fabrica", successivamente il nome mutò in S. Maria di Valfabbrica dal vicino omonimo castello, sorto in epoca medioevale.
Il complesso monastico, fondato dai benedettini, è considerato uno dei più antichi cenobi umbri. Non è possibile stabilire con precisione la data di fondazione: una tradizione la fa risalire all’820, quando l’imperatore Ludovico il Pio avrebbe concesso privilegi al monastero, ma questa testimonianza non è ritenuta pienamente attendibile. Il documento più antico che attesta con certezza l’esistenza del monastero risale invece al 1100-1101 ed è conservato nell’Archivio della cattedrale di Assisi.
Nel corso del XII secolo il monastero passò sotto la giurisdizione della potente abbazia di Nonantola, legame confermato da vari documenti pontifici, tra cui una bolla di Alessandro III del 1168 e un successivo atto di Celestino III del 1191. L’importanza strategica del sito, situato lungo una via di comunicazione rilevante, contribuì a mantenerlo sotto stretto controllo ecclesiastico e politico.
Nel 1177 l’imperatore Federico I Barbarossa intervenne per tutelare il monastero dalle usurpazioni dei feudatari locali. Nonostante tali protezioni, l’abbazia fu coinvolta nelle tensioni tra le città di Assisi e Perugia. All’inizio del XIII secolo il castello di Valfabbrica fu distrutto dai perugini e successivamente ricostruito, mentre il monastero continuò a svolgere un ruolo di riferimento per la popolazione del territorio.
Dopo varie vicende amministrative, nel 1259 il complesso passò sotto la diretta giurisdizione della Sede Apostolica. Nei secoli successivi la vita monastica entrò progressivamente in crisi: nel 1359 il monastero fu affidato in commenda e cessò di fatto la comunità religiosa, mentre la chiesa rimase in funzione come parrocchia locale.
Dal XVI secolo il priorato fu unito alla mensa capitolare della diocesi di Assisi e la chiesa continuò a servire la comunità di Valfabbrica fino al 1960, quando venne inaugurata una nuova parrocchiale nel centro del paese. Da allora l’edificio è stato utilizzato soprattutto per celebrazioni occasionali e festività religiose.
Architettonicamente dell’antico complesso monastico rimangono oggi solo alcune parti. In origine l’abbazia era circondata da mura difensive e comprendeva il chiostro e gli edifici conventuali; nel tempo molte strutture sono state trasformate o demolite e gli ambienti monastici sono stati adattati a uso abitativo.
La chiesa presenta una struttura semplice. La facciata, ricostruita tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, è caratterizzata da un rosone e da un tetto a capanna; sui lati lunghi si aprono tre monofore per parte. Restano inoltre alcuni elementi che ricordano l’antico portico del chiostro situato sul lato meridionale.
L’interno è a navata unica con copertura a capriate e presbiterio rialzato. In origine l’edificio doveva essere completamente affrescato, ma molte pitture sono andate perdute nel corso dei secoli a causa di interventi edilizi, aperture di finestre e collocazione di lapidi funerarie.
Tra le opere ancora conservate spicca il Compianto sul Cristo morto, affresco attribuito alla scuola di Cimabue e considerato uno dei più significativi esempi di questo ambito artistico presenti in Umbria. Sono inoltre visibili altri frammenti pittorici medievali e alcune immagini devozionali realizzate tra il XIII e il XIV secolo.
Secondo alcune fonti francescane, il monastero di Valfabbrica sarebbe il luogo in cui san Francesco trovò temporaneo rifugio nel 1207 durante il viaggio da Assisi a Gubbio. La posizione dell’abbazia lungo l’antico itinerario medievale e nei pressi di un guado del Chiascio rende plausibile il passaggio del santo in questo luogo1.
Fonti e note
- 1
Sperandio, B., Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. p.137
F. Guarino A. Melelli – Abbazie Benedettine in Umbria Perugia: Quattroemme. 2008.
Farnedi, G., Togni, N., Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria: Cesena : Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 277-279.