Abbazia di Sant'Andrea di Carnano (resti)

Comune: Montecchio
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri

L'abbazia di Sant'Andrea di Carnano, nel comune di Montecchio in provincia di Todi si sviluppa su una zona pianeggiante, situata all'interno di un contesto agricolo, a breve distanza dalla frazione di Tenaglie ed un centinaio di metri da una diramazione del fosso di Camano.

Resti dell'Abbazia di Sant'Andrea di Carnano
Resti dell'Abbazia di Sant'Andrea di Carnano

L'istituzione religiosa originaria è stata quella dei Benedettini  con una tradizione che risale al secolo XII. A partire da quel periodo, l'abbazia è stata governata da un abate e abitata da almeno quattro monaci. Sebbene in alcuni documenti storici si riferisca ai monaci come Fratres Albores Sancti Augustini, gli studiosi locali concordano nel riconoscere che la comunità era di fatto benedettina, come i monaci di San Gemini di Massa a Baschi.

L'attestazione più antica dell'esistenza dell'abazia risale al 1275, nel Rationes decimarum, dove viene menzionato il nome latino Monasterium Sancti Andreae de Camano, che rappresenta la denominazione antica del luogo. La denominazione attuale è stata formalizzata come Abbazia di Sant'Andrea in Valserana, pur mantenendo il riferimento al nome di Camano. Nel periodo compreso tra il secolo XII e il XV, la struttura religiosa ha mantenuto un'organizzazione benedettina, con un'attenta disciplina e una forte integrazione con il territorio circostante. 

Il territorio in cui si trova l'abazia è stato per lungo tempo parte integrante del sistema agricolo locale, con una forte connessione tra la vita monastica e le attività produttive del paesaggio circostante. La presenza del monastero ha influenzato il paesaggio e le attività economiche della zona, contribuendo alla formazione del tessuto urbano e rurale del comune di Montecchio.

Sul sito dove un tempo sorgevano gli edifici monastici è stato edificato un casale, all’interno del quale si possono individuare tracce riconducibili a una struttura di epoca romana preesistente.1

Davanti al casale, sulla spianata antistante, si innalza una torre dalla forma quadrata, realizzata con conci regolari di pietra calcarea. Tre dei suoi lati sono decorati con archi gemini ciechi a tutto sesto, mentre sul quarto lato, rivolto verso il casale, si apre un ingresso ad arco sormontato da un massiccio architrave, che introduce a un vano interno dotato di una scala in pietra, ancora oggi in buono stato di conservazione.

Fino alla conclusione della seconda guerra mondiale, la torre si presentava più elevata rispetto all’attuale struttura monca, con un’altezza superiore di circa otto metri. È plausibile che l’ultimo piano fosse dotato di quattro aperture ad arco, oggi scomparse. La torre, visibile dal castello sovrastante di Guardege, era probabilmente destinata a scopi difensivi e serviva al presidio della vallata sottostante.

Nel 2000, la torre di Sant’Andrea di Carnano è stata oggetto di un intervento di restauro, eseguito contestualmente al recupero del casale adiacente, attualmente adibito ad abitazione privata.2

Fonti e note

  1. 1

    "All'interno del castello di Carnano, oggi ridotto a rudere, nei pressi dell'abitato di Montecchio. Della chiesa romanica, a unica sala, rimane solo la parte absidale, in precario stato di conservazione. A terra una lastra di pietra scolpita, probabile mensa dell'altare.", Sperandio Bernardino, Chiese romaniche in Umbria, introduzione di Bruno Toscano, fotografie di Bernardino Sperandio, Perugia, Quattroemme, 2001, p. 391.

  2. 2

    Farnedi, Giustino, Nadia Togni, editori. Monasteri Benedettini in Umbria: Alle Radici del Paesaggio Umbro. Regione Umbria / Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 310-311

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