Foresta Fossile di Dunarobba

Comune: Avigliano Umbro
Archelogia: Scavi e scoperte
Perché è interessante
Il sito conserva circa cinquanta tronchi fossili rimasti in posizione vitale nel luogo in cui vissero milioni di anni fa, offrendo una testimonianza paleobotanica eccezionale.

La Foresta Fossile di Dunarobba, frazione del comune di Avigliano Umbro, è una vasta area ove è possibile osservare circa 50 tronchi fossili di alberi vissuti circa 3 milioni di anni fà che hanno la particolarità di essere in posizione vitale ed ancora in situ.

Il giacimento venne alla luce verso la fine degli anni ’70, all’interno di una cava di argilla destinata alla fabbricazione di mattoni per l’edilizia, i tronchi riportati alla luce sono alti fino ad 8 metri e si estendono su di una superficie di circa di 3 ettari.  

La Foresta Fossile di Dunarobba costituisce un giacimento fossilifero di notevole interesse e rarità, in quanto rappresenta un caso di conservazione completa in situ. I tronchi fossili si trovano in posizione eretta, ovvero nella posizione di vita, e il legno ha conservato intatte le sue caratteristiche fisiche e meccaniche

Contrariamente alle iniziali supposizioni di una "foresta pietrificata," la conservazione è avvenuta attraverso un processo molto simile alla mummificazione attribuibile a una sequenza specifica di eventi geologici:
 

  1. seppellimento Rapido: Il fiume, esondando periodicamente, inondava l'area, depositando sedimenti che progressivamente interrarono i tronchi per una profondità di almeno dieci metri;
  2. isolamento Anaerobico: Il rapido seppellimento da parte di sedimenti argillosi impermeabili ha isolato in modo efficace la porzione inferiore del legno dall'atmosfera e dall'idrosfera;
  3. mantenimento Strutturale: L'assenza di circolazione d’acqua e d’ossigeno ha impedito la vera e propria pietrificazione, consentendo al legno di conservare intatte le proprie caratteristiche fisiche e meccaniche

Come anticipato la Foresta Fossile è datata al Pliocene medio-superiore, circa tre milioni di anni, fa periodo coincidente con la fine del Cenozoico, ed è costituita da un bosco di conifere del genere Taxodion, probabilmente una forma estinta di sequoia molto simile all’attuale Sequoia sempervirens. I tronchi presentano diametri variabili da 1 a 4 metri e le altezze visibili possono raggiungere gli 8 metri, sebbene sondaggi recenti abbiano rilevato lembi di legno fino a 25 metri di profondità.
Lo sviluppo della foresta avvenne in una zona emersa o paludosa situata ai margini della sponda di un fiume che confluiva nell'immenso “lago Tiberino”: un vasto bacino lacustre formatosi in Umbria a seguito di una grande spinta tettonica che determinò l’emersione definitiva della penisola italiana. Come detto il rapido seppellimento dei tronchi da parte dei sedimenti argillosi impermeabili, depositati dalle inondazioni del fiume, fu cruciale per l'isolamento anaerobico della parte inferiore; mentre la parte superiore dei tronchi seccò e fu distrutta dagli agenti atmosferici
Gli studi geologici condotti sul suolo alla base dei tronchi, reso accessibile dalla loro posizione eretta, hanno consentito la conoscenza del paleoambiente e la comprensione della storia geologica dell’Umbria meridionale; si è così stabilito che tre milioni di anni fa, la zona era caratterizzata da un clima caldo umido con un andamento stagionale, come testimoniato dai cerchi di accrescimento, il clima era più nordico di quello attuale, e gli alberi di Dunarobba sono vissuti all'inizio della prima grande glaciazione. Il paleoambiente era popolato anche da rinoceronti, cervi ed elefanti.1

Fonti e note

  1. 1

    Varazi, Federico. Foresta fossile di Dunarobba. Servizio Musei e Beni Culturali della Regione dell’Umbria, 2005

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