Museo diocesano

Comune: Gubbio

Umbria Culture for Family è un progetto della Regione Umbria che valorizza luoghi culturali con servizi e proposte rivolti alle famiglie. Alla verifica del 19 giugno 2026, questa struttura risulta inclusa nell’elenco regionale dei Luoghi della cultura accreditati.

Museo Diocesano di Gubbio
Museo Diocesano di Gubbio

Nel cuore del centro storico di Gubbio, tra la cattedrale dei Santi Giacomo e Mariano e il palazzo ducale voluto da Federico da Montefeltro, si trova il Museo Diocesano, ospitato dal 2000 all’interno dell’antico palazzo del Capitolo dei Canonici. L’edificio, sorto nel XIII secolo per accogliere il Collegio dei Canonici e ampliato nei secoli successivi, conserva ancora oggi la complessa articolazione degli ambienti medievali in cui si svolgeva la vita comunitaria dei prelati, regolata fin dal XII secolo da sant’Ubaldo. Il percorso museale si snoda attraverso spazi suggestivi come la cucina, il refettorio e la sala capitolare, offrendo al visitatore un’immersione nella storia religiosa e istituzionale della diocesi eugubina.

All’esterno, una grata in ferro permette di scorgere un’imponente botte lignea del XVI secolo, un tempo utilizzata dai canonici e capace di contenere 387 barili, pari a oltre ventimila litri di vino: una testimonianza rara della vita quotidiana del Collegio.

La collezione del museo trae origine dalle opere raccolte nel XIX secolo dai canonici della cattedrale, inizialmente conservate nelle sacrestie del duomo. Oggi comprende materiali provenienti dalla cattedrale stessa, da numerosi edifici religiosi della diocesi e da alcune donazioni private. La sezione archeologica custodisce reperti lapidei di epoca romana, tardoantica e altomedievale, tra cui steli funerarie, lapidi e lastre sepolcrali.

Ampio spazio è dedicato alla pittura eugubina tra XIII e XV secolo, rappresentata da maestri come il Maestro della Croce di Gubbio, Guido di Palmeruccio, Mello e gli artisti vicini a Ottaviano Nelli. Le opere dei secoli successivi documentano invece l’attività di Benedetto Nucci, del Pomarancio, di Francesco Allegrini, di Ignazio Danti e del Sassoferrato. Di particolare rilievo è il ciclo di affreschi quattrocenteschi con episodi della Passione di Cristo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria dei Laici.

Tra i manufatti più preziosi spicca il celebre piviale di Marcello II, vescovo di Gubbio nella metà del Cinquecento: un raffinato paramento liturgico di manifattura fiamminga, decorato con scene della Passione e probabilmente realizzato su disegno di Giusto di Gand. Completano la raccolta numerosi reliquiari, argenterie, suppellettili ecclesiastiche e insegne vescovili, tra cui la stauroteca in argento di Giovanni Giardino, il cui disegno originale è conservato presso la Kunstbibliothek di Berlino.

Dal 2007 il museo si è arricchito della donazione “Alboni Bonitatibus”, che comprende ceramiche, bronzi, statuaria votiva e manufatti in osso di provenienza greca, etrusca e italiota, databili tra il VII e il II secolo a.C. Sono inoltre previste nuove accessioni, tra cui un gonfalone processionale con Cristo risorto affiancato da sant’Ubaldo e san Francesco d’Assisi, attribuito a un giovane Raffaello e proveniente dalla chiesa di Santa Maria dei Servi, oltre alla “Donazione Vispi”, che include una raccolta numismatica di epoca greca e romana imperiale e una matrice d’incisione di Luca di Leyda.

Museo Diocesano - Interno
Museo Diocesano - Interno

Il Museo Diocesano di Gubbio si presenta così come un luogo in cui storia, arte e spiritualità si intrecciano, offrendo un quadro ricco e stratificato dell’identità religiosa e culturale della città.1

In particolare nel Museo è possibile ammirare:

  • Affreschi della Passione – Maestro di Santa Maria dei Laici (XV secolo)
    Ciclo di affreschi proveniente dalla cripta di Santa Maria dei Laici, con episodi della Passione di Cristo (Lavanda dei piedi, Ultima cena, Orazione nell’orto, Crocifissione, Deposizione, Angeli al sepolcro, Soldati dormienti). Attribuiti a Giacomo di Benedetto Bedi, mostrano uno stile gotico ancora arcaico ma ricco di dettagli narrativi e attenzione ai personaggi.
  • Phiale apula a figure rosse (IV secolo a.C.)
    Vaso ceramico della donazione “Alboni Bonitatibus”, usato per le libagioni, decorato con scene ispirate al mondo femminile e figure mitologiche. La forma e la decorazione lo collocano nella produzione apula tra il 375-370 e il 330 a.C.
  • Maiolica con i santi Giacomo e Mariano – Antonio Passalboni (1888)
    Piccola maiolica a lustro con i santi titolari della cattedrale, in leggero rilievo. Esempio della rinascita ottocentesca del lustro eugubino, erede della tradizione di Mastro Giorgio Andreoli, con riflessi iridescenti gialli, verdi, oro e rubino.
  • Vergine in adorazione del Bambino dormiente – Sassoferrato e bottega (XVII secolo)
    Dipinto devozionale derivato da un modello di Guido Reni. La composizione semplice e la serenità della scena sono tipiche della produzione del Sassoferrato, che costruì la sua fama su immagini mariane di intensa dolcezza.
  • Beato Villano – Francesco Allegrini (metà XVII secolo)
    Opera proveniente dalla cattedrale, probabilmente parte di un complesso più ampio. Raffigura il Beato Villano, vescovo di Gubbio, in abiti prelatizi seicenteschi. Allegrini, eugubino, fu attivo tra Roma, Genova e Gubbio, lavorando per committenze di alto livello.
  • Ecce Homo – Scultore umbro (XVI secolo)
    Piccola scultura lignea (64 cm) raffigurante Cristo flagellato presentato alla folla. L’artista rappresenta solo due terzi della figura, come se fosse vista da un balcone, con una policromia delicata e priva di eccessiva drammaticità.
  • Trittico di Sant’Anna – Benedetto Nucci (seconda metà XVI secolo)
    Tavola proveniente dalla chiesa di Baccaresca, con Sant’Anna, la Vergine e il Bambino tra san Giovanni Battista e san Pietro. Una delle rare opere su legno di Nucci, principale pittore eugubino del Cinquecento, legato alla riforma decorativa della cattedrale.
  • Tavola dell’Assunta – Timoteo Viti o Giuliano Persciutti (1527 circa)
    Frammento proveniente dalla chiesa di Valdichiascio, oggi restaurato. Tradizionalmente attribuito a Timoteo Viti, è stato recentemente riferito a Giuliano Persciutti. La composizione si distingue per il dinamismo del gruppo di angeli e cherubini danzanti e musicanti attorno alla Vergine.
  • Crocifissione tra i santi Giacomo e Mariano – Maestro della Croce di Gubbio (fine XIII secolo)
    Grande affresco nel refettorio dei Canonici, con Cristo in croce tra la Vergine, san Giovanni Evangelista e i santi Giacomo e Mariano. Opera di un importante maestro anonimo attivo a Gubbio, autore anche di croci dipinte e miniature.
  • Stauroteca – Giovanni Giardini (1697)
    Raffinato reliquiario in argento, esempio significativo di argenteria barocca. Il disegno compare nelle raccolte a stampa di Giardini e l’originale è conservato alla Kunstbibliothek di Berlino.
  • Sculture di San Mariano e San Giacomo – Scultore umbro (fine XIII secolo)
    Due statue riferibili a un artista vicino alla cerchia di Arnolfo di Cambio. San Mariano è inginocchiato con il libro delle Scritture, mentre san Giacomo è in piedi. In origine policrome, si distinguono per l’eleganza del modellato e la cura dei dettagli.
  • Sarcofago di Pieve d’Agnano (IV secolo d.C.)
    Parte del fondo di un sarcofago tardo-romano, con rilievi frammentari di caccia. Riutilizzato in età bizantina come balaustra, decorata con viticci e intrecci, e in epoca medievale come mensa d’altare nella pieve di Santa Maria di Agnano.
  • Vir Dolorum – Scultore nordico (XV secolo)
    Busto in terracotta quasi a grandezza naturale, raffigurante Cristo coronato di spine. La forte drammaticità e la policromia intensa lo avvicinano alle opere di Pietro e Giovanni Alemanno, espressione della devozione tardo-medievale.
  • Tabernacolo detto Fonte battesimale di Serra Partucci – Scultore nordico (XV secolo)
    Ancona lignea dorata di gusto nordico, con Annunciazione e Trinità. In età settecentesca fu trasformata in alzata del fonte battesimale di Serra Partucci, con sportello ridipinto con il Battesimo di Gesù.
  • Piviale (seconda metà XV secolo)
    Ricamo di altissima qualità con stolone doppio, cappuccio e broccato d’oro. Le scene raffigurano episodi della Passione di Cristo e la Comunione degli Apostoli. L’ideazione è attribuita a Giusto di Gand, artista fiammingo attivo alla corte di Federico da Montefeltro.

Il Museo Diocesano di Gubbio fa parte del Polo Museale Diocesano cittadino, una rete culturale che riunisce sotto un’unica gestione diverse realtà storico‑artistiche della città. Oltre al museo della cattedrale, il Polo comprende:

  • Chiesa di Santa Maria dei Laici (detta “dei Bianchi”)
    Fa parte integrante del circuito museale e custodisce l’importante Annunciazione di Federico Barocci, ultima opera del maestro urbinate, completata dopo la sua morte dall’allievo Ventura Mazza. 
  • Chiesa di Santa Maria Nuova
    Edificata tra il 1270 e il 1280, ampliata nel XIV secolo, conserva il celebre affresco della Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli. Dopo complessi restauri, è oggi visitabile.
  • Raccolta delle Memorie Ubaldiane
    Allestita nel convento di Sant’Ubaldo sul Monte Ingino, espone oggetti, documenti e opere d’arte legati alla vita del patrono Ubaldo e al culto a lui dedicato, con riferimenti alla Festa dei Ceri. Tra i pezzi più significativi figurano manufatti tessili del XIII secolo rinvenuti nell’urna del santo. 

Il museo aderisce al progetto PASSAGGIO A NORD-EST

 

Fonti e note

  1. 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
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