Raccolta delle Memorie Ubaldiane

Comune: Gubbio
Raccolta memorie Ubaldiane
Convento di Sant’Ubaldo sede dela Raccolta delle Memorie Ubaldiane

La Raccolta delle Memorie Ubaldiane, ospitata nel convento di Sant’Ubaldo sul Monte Ingino, presenta un percorso museale permanente dedicato alla figura di Ubaldo, patrono di Gubbio (1085‑1160), e al culto sviluppatosi nei secoli, con particolare riferimento alla storica Festa dei Ceri, celebrata ogni 15 maggio.
L’esposizione comprende dipinti, oggetti lignei e votivi, oltre a preziosi manufatti tessili rinvenuti nell’urna che custodiva le reliquie del santo. Tra questi spiccano un camice in tela di lino, semplice e fortemente usurato, e un drappo in seta e lino decorato con motivi rossi di uccelli e leoni rampanti entro una struttura geometrica “a dente di lupo”, entrambi databili al XIII secolo.
Il museo ripercorre anche la vita di Ubaldo: nato a Gubbio e rimasto presto orfano, fu educato in ambiente religioso, divenne sacerdote nel 1114 e intraprese un percorso di riforma ispirato all’esperienza di Fonte Avellana. Nel 1129 fu nominato vescovo di Gubbio, città allora segnata da violenti conflitti interni. La sua azione pacificatrice, unita alla difesa della comunità contro le minacce dei potenti, gli valse grande stima. Celebre è l’episodio in cui affrontò Federico Barbarossa, ottenendo il risparmio della città. Ubaldo morì il 16 maggio 1160 e fu canonizzato trent’anni dopo..1

La Raccolta delle Memorie Ubaldiane fa parte del Polo Museale Diocesano cittadino, una rete culturale che riunisce sotto un’unica gestione diverse realtà storico‑artistiche della città. Oltre alla Raccolta, il Polo comprende: 

Il Museo Diocesano di Gubbio situato nel centro storico di Gubbio, tra la cattedrale dei Santi Giacomo e Mariano e il palazzo ducale voluto da Federico da Montefeltro, è ospitato dal 2000 all’interno dell’antico palazzo del Capitolo dei Canonici.

Chiesa di Santa Maria dei Laici (detta “dei Bianchi”)
Fa parte integrante del circuito museale e custodisce l’importante Annunciazione di Federico Barocci, ultima opera del maestro urbinate, completata dopo la sua morte dall’allievo Ventura Mazza. 

Chiesa di Santa Maria Nuova
Edificata tra il 1270 e il 1280, ampliata nel XIV secolo, conserva il celebre affresco della Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli. Dopo complessi restauri, è oggi visitabile.

Fonti e note

  1. 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
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