Museo Paleontologico "Luigi Boldrini" di Pietrafitta

Comune: Piegaro
Museo Paleontologico "Luigi Boldrini" di Pietrafitta
Museo Paleontologico "Luigi Boldrini" di Pietrafitta

Il Museo Paleontologico "Luigi Boldrini" di Pietrafitta, situato nel territorio comunale di Piegaro, rappresenta uno dei contesti più rilevanti dell’Umbria per la straordinaria quantità di reperti fossili e per l’importanza scientifica che essi rivestono, riconosciuta anche a livello internazionale.  

Nella struttura, realizzata appositamente e che consta di oltre 3000 metri quadrati, è esposta una delle maggiori raccolte a livello europeo di reperti fossili di mammiferi, rettili, anfibi e insetti risalenti al Pleistocene inferiore (1,6 – 1,4 milioni di anni fa). I resti dei mammiferi di grandi dimensioni sono esposti nelle “culle” (così vengono chiamati i nuclei che contengono i fossili nella giacitura di scavo), contornate da un allestimento pensato in modo comunicativo e didattico.1

Le ligniti di Pietrafitta appartengono alla sequenza sedimentaria del bacino Tavernelle-Pietrafitta, esteso per circa 12 km in direzione est-ovest e largo fino a 5 km. Tale successione documenta la trasformazione dell’area durante il Pleistocene, dapprima occupata da un ampio lago e successivamente da un sistema fluviale. L’attività estrattiva della lignite, avviata per alimentare la centrale termoelettrica “Città di Roma” (realizzata nel 1959 da Acea e dal 1963 gestita da Enel), ha portato alla luce migliaia di resti fossili: piante (36 specie identificate da frutti e semi e 11 da pollini), molluschi d’acqua dolce (5 specie), insetti (almeno 6 ordini) e soprattutto vertebrati, con circa 40 specie tra pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. È proprio la ricchezza dei vertebrati a rendere Pietrafitta un sito unico, considerato dagli studiosi il più significativo in Italia per l’Unità Faunistica di Farneta (circa 1,5 milioni di anni fa).  

Tra i reperti più celebri spiccano i resti di “Mammuthus meridionalis”, che fanno di Pietrafitta il sito europeo di riferimento per abbondanza e dimensioni degli esemplari. Notevoli anche gli scheletri di “Stephanorhinus etruscus”, mentre i resti di cavallo (“Equus sp.”) risultano più rari, probabilmente per la preferenza di ambienti aridi da parte della specie. La collezione di artiodattili è particolarmente ricca: comprende cervi, tra cui il gigantesco “Praemegaceros obscurus”, e testimonianze antichissime di bisonti, con la specie arcaica “Eobison degiulii”, recentemente studiata dall’Università di Perugia. Degni di menzione sono anche la bertuccia (“Macaca sylvanus”) e il castoro (“Castor fiber”), entrambi con record tra i più consistenti d’Europa. Tra i carnivori compaiono il ghepardo gigante (“Acinonyx pardinensis”), l’orso etrusco (“Ursus etruscus”), il mustelide semiacquatico “Pannonictis nesti”, oltre a tracce di iene documentate da coproliti.  

Un aspetto peculiare del sito è la straordinaria abbondanza di uccelli fossili, con circa 200 resti scheletrici identificati. La maggior parte appartiene a specie acquatiche o semiacquatiche simili a quelle mediterranee attuali, ma non mancano eccezioni di rilievo, come ossa attribuite al genere “Gallus”, mai segnalato prima in contesti europei del Pleistocene.  

Gli studi più recenti hanno ampliato la conoscenza sugli ectotermi di Pietrafitta: sono stati riconosciuti almeno quattro pesci d’acqua dolce, due anfibi (tra cui la rara segnalazione del genere “Latonia”, una rana gigante ritenuta estinta da milioni di anni), tre serpenti (con la presenza eccezionale di una vipera orientale) e splendidi esemplari di testuggini palustri e di Hermann.  

Il recupero dei reperti è stato reso possibile grazie all’impegno iniziale di “Luigi Boldrini”, assistente di miniera e dipendente Enel, e successivamente ai ricercatori dell’Università di Perugia. La mole di materiali raccolti è tuttora oggetto di studio, e le conoscenze sul sito sono destinate a crescere con l’avanzare delle ricerche.2  

Il museo aderisce al progetto Gran Tour Trasimeno 2.0

Fonti e note

  1. 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
  2. 2

    Ministero della Cultura. "Museo Paleontologico 'Luigi Boldrini' Pietrafitta". Musei Umbria, https://www.musei.umbria.beniculturali.it/musei/museo-paleontologico-luigi-boldrini-pietrafitta /. Visitato nel mese di dicembre 2025.

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