La ZSC del Lago di Alviano tutela un vasto bacino lacustre artificiale originato dallo sbarramento del fiume Tevere, situato nella provincia di Terni. Il sito ospita uno dei complessi palustri più importanti dell'Italia centrale, caratterizzato da estese paludi a canneto, stagni temporanei e lembi di foresta alluvionale a galleria. L'area costituisce un ecosistema ad altissima produttività biologica, fungendo da fondamentale sito di sosta, svernamento e nidificazione per oltre 150 specie di uccelli acquatici e limicoli. La ricchezza dell'erpetofauna e dell'ittiofauna autoctona accresce il valore conservazionistico del sito. La gestione è coordinata per regolare i livelli idrici stagionali e contrastare l'accumulo di sedimenti limosi e l'eutrofizzazione delle acque. (Caratteri: 881) 1
Fonti e note
- 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
- 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea: Pozza con Juncus bulbosus, Ferretto (PG). Questo Habitat è rappresentato da comunità anfibie di piccola taglia, sia perenni che annuali pioniere (riferibili rispettivamente agli ordini Littorelletalia uniflorae - 22.12 x 22.31 e Nanocyperetalia fusci - 22.12 x 22.312). Si sviluppano lungo le sponde di laghi e pozze, con acque stagnanti da oligotrofe a mesotrofe, che nella stagione estiva restano temporaneamente in emersione. Sono generalmente legate a substrati poveri di nutrienti. Le due tipologie possono essere presenti anche singolarmente; in Umbria è prevalentemente rappresentato il sottotipo annuale, presente lungo le sponde del Lago Trasimeno e del Lago di Alviano.
- 3140 - Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.: L’habitat include corpi d’acqua dolce di dimensioni e profondità variabili, con acque generalmente oligomesotrofiche, calcaree, povere di fosfati, a carattere sia permanente che temporaneo, colonizzati da specie di Charophyceae (le cosiddette "alghe a candelabro") che danno origine a praterie sommerse. Le alghe risultano generalmente dominanti ma possono talora essere frammiste a specie vascolari acquatiche.
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition: L'Habitat 3150 si sviluppa in ambienti lacustri o palustri, con acque stagnanti eutrofiche generalmente ricche di basi. È costituito da vegetazione idrofitica, tipicamente azonale, che può essere sia sommersa che natante, flottante o radicante. In particolare, comprende la vegetazione radicante sommersa (generalmente con organi fiorali emergenti) o natante, bentopleustofitica, mesopleustofitica e acropleustofitica (= vegetazione idrofitica flottante che si sviluppa rispettivamente sulla superficie, tra la superficie ed il fondo, o sul fondo dei corpi d’acqua, in quest’ultimo caso con eventuale possibilità di radicare). Le specie dominanti sono generalmente entità ad ampia distribuzione, in alcuni casi subcosmopolite.
- 3270 - Fiumi con argini melmosi con vegetazione del Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.: L'Habitat comprende le comunità annuali nitrofile pioniere, a dominanza di specie erbacee di taglia media, che si sviluppano sulle rive dei corpi d'acqua periodicamente emerse dove i sedimenti ancora umidi si arricchiscono naturalmente di nutrienti (soprattutto nitrati). Il substrato può essere composto da sabbie, limo, argilla in proporzioni variabili, meno frequentemente da ghiaia. In primavera, con l'abbassamento del livello idrico, si verifica l'emersione delle sponde fangose che vengono colonizzate dalla vegetazione nel periodo estivo-autunnale. Da un anno all'altro queste comunità vegetali possono mutare in superficie e distribuzione, in funzione dell'idrologia e del rimodellamento morfologico delle sponde.
- 3280 - Fiumi mediterranei a flusso permanente con vegetazione dell’alleanza Paspalo-Agrostidion e con filari ripari di Salix e Populus alba.: L'Habitat si riferisce alla vegetazione igro-nitrofila che si sviluppa lungo i corsi d’acqua mediterranei a flusso permanente, su suoli permanentemente umidi, generalmente a granulometria fine, che sopportano fasi di temporanea inondazione. Si tratta di praterie perenni abbastanza dense, solitamente piuttosto povere di specie e dominate da graminacee del genere Paspalum.
- 6420 - Praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion: L'Habitat, rappresentato in Umbria solo da frammenti puntiformi non cartografabili se non a scala di elevato dettaglio, si riferisce ai giuncheti mediterranei di taglia medio-alta che si sviluppano su suoli sabbioso-argillosi, in grado di tollerare fasi temporanee di aridità.
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile: Si tratta di un Habitat piuttosto vario ed eterogeneo, rappresentato in generale da comunità di alte erbe a foglie grandi (megaforbie) a carattere igrofilo e nitrofilo, che si sviluppano lungo le sponde dei corpi idrici o in contatto con il margine di boschi igro-mesofili, ad altitudini variabili.
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae): L'Habitat, scarsamente rappresentato in Umbria, comprende le foreste alluvionali a dominanza di Alnus glutinosa e Salix sp. pl. che si sviluppano lungo i corsi d’acqua o le rive dei laghi, o ancora in aree palustri e soggette a ristagni idrici non necessariamente collegati alla dinamica fluviale, a quote variabili. Queste comunità si sviluppano su suoli alluvionali ricchi di nutrienti, che alternano fasi di inondazione a periodi di emersione con buon drenaggio. Sono presenti sia nel Macrobioclima Temperato che in quello Mediterraneo, in condizioni edafiche idonee.
- 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.