Nuova sede perugina

Comune: Perugia
Altre emergenze architettoniche e culturali: Architettura industriale e civile

Alle soglie degli anni sessanta, lo stabilimento Perugina situato nell’area di Fontivegge (sede storica a partire dal 1915) non è più in grado di rispondere alle esigenze produttive dell’azienda. L’attività viene di conseguenza trasferita a San Sisto, all’interno di una vasta area rurale che in poco tempo diventa uno dei poli di produzione più all’avanguardia d’Italia. Per rispondere alle esigenze delle madri lavoratrici, inoltre, il progettista prevede l’inserimento di un asilo aziendale, primo in Umbria e tra i primi realizzati in Italia. Alla fine degli anni ottanta lo stabilimento viene ceduto dalla famiglia Buitoni prima alla CIR e successivamente alla Nestlé, divenendo oggetto di una serie di trasformazioni.

Lo stabilimento industriale si configura come un volume a sviluppo prevalentemente orizzontale, la cui continuità è interrotta, sulla facciata principale, dalla presenza di una rampa circolare carrabile e da una serie di pensiline a piramide rovesciata, collocate in corrispondenza dell’ingresso. Il corpo di fabbrica destinato alle lavorazioni presenta un impianto planimetrico rigido ma in grado di adattarsi alle diverse funzioni, in cui il progettista pone grande attenzione alla configurazione degli spazi della lavorazione, realizzati a misura d’uomo e che risultano ampi e luminosi. In posizione rialzata e distaccata rispetto allo stabilimento, si colloca l’asilo nido aziendale, collegato alla fabbrica per mezzo di un percorso pedonale vetrato collocato sopra la strada di accesso, che consente un rapporto diretto tra l’ambiente di lavoro e l’asilo. Il progetto della sistemazione esterna è affidato a Pietro Porcinai, che si occupa della progettazione dei parcheggi, del laghetto, delle colline artificiali e della recinzione. In particolare, al fine di mitigare l’impatto del grande parcheggio a spina di pesce sull’ambiente, il progettista prevede la realizzazione di aiuole piantumate ad arbusti e l’inserimento di alberature tra le file dei posti auto; nel lato sud-ovest Porcinai ipotizza l’inserimento di due colline artificiali posizionate in maniera da ostacolare la reciproca visibilità tra strada e stabilimento, di cui viene realizzata solo quella collocata a sud-est del lotto.

Lungo via Pievaiola il fronte dell’edificio si presenta compatto, scandito da pilastri binati e da sottili aperture, al di sopra delle quali è collocata una fascia orizzontale di coronamento aggettante che accoglie il logo dell’azienda. L’articolazione planimetrica si manifesta all’esterno con il ricorso a diversi sistemi di copertura: volte a vela sovrastano la zona destinata alla produzione e costituiscono la copertura dell’aula centrale dell’asilo, che richiama le strutture in calcestruzzo armato utilizzate in serie nello stabilimento, mentre la zona dello stabilimento destinata alla distribuzione presenta delle coperture a piramide rovesciata. L'opera di Carlo Rusconi Clerici è terminata nel 1963. 1

Fonti e note

  1. 1

    "Nuova sede perugina – Scheda Opera". Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura – Direzione generale Creatività contemporanea, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda ultima modifica 2024-05-10 11:27:30. https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=3779 

    Valutazione:
    Valuta questa risorsa
    Valuta questa risorsa
    0