Il complesso monastico dell'Abbazia di San Marziale si trova nel centro storico di Gubbio, vicino a Porta Romana, nel quartiere di Sant'Andrea, nella parte alta della città. Si affaccia su una piccola piazza chiusa a sud dall'Arco di San Marziale, databile al XII secolo, che alcuni storici locali collegano alla Porta Vehia dell'antica cinta muraria umbra. L'edificio mantiene ancora la relazione originaria tra la chiesa e gli ambienti conventuali, inserendosi in un tessuto urbano compatto.
La presenza di una comunità monastica legata alla chiesa di Sant'Andrea è documentata fin dalla fine del Duecento nelle Rationes decimarum; il documento più antico conservato è una lettera del vescovo Giovanni Morlaco datata 7 luglio 1365, indirizzata all'abbadessa del monastero di San Marziale, che attribuisce a quel periodo la costruzione della chiesa. Tuttavia è probabile che un edificio precedente risalisse alla prima metà del XII secolo: di quest'ultima fase rimangono visibili il paramento murario esterno e l'abside. Nel corso dei secoli la chiesa fu progressivamente integrata nel complesso conventuale e l'unione formale con il monastero di San Marziale fu sancita da papa Clemente VII il 24 agosto 15281. Nel 1513-1521 papa Leone X autorizzò la traslazione delle reliquie di santa Vittoria al monastero; le fonti del 1635 registrano la presenza di 42 monache. Le Benedettine rimasero fino al 1982; gli archivi monastici sono conservati nell'Archivio diocesano di Gubbio. Parte degli edifici è passata a privati e ristrutturata nel 2010; alcuni locali di proprietà della diocesi sono oggi affidati alle Sorelle del Piccolo Testamento di San Francesco, riconosciute come Pia Unione di diritto diocesano nel 2006.
Architettonicamente la chiesa di Sant'Andrea, in pietra calcarea locale, tra le più antiche di Gubbio, è un esempio di architettura tardo‑romanica. La sua pianta si distingue per una configurazione basilicale irregolare, definita tradizionalmente «zoppa»: una navata centrale ampia, coperta da una volta a botte a sezione sestiacuta, è affiancata sul lato sinistro da una navatella più stretta, coperta da volte a crociera. Le due navate sono separate da tre archi impostati su pilastri a sezione rettangolare. L'abside, in parte realizzata con materiali di reimpiego, poggia su strutture più antiche che potrebbero risalire a un edificio romano. Sul fianco esterno destro si apre la porta d'ingresso con arco a sesto acuto e una piccola finestra laterale illumina l'abside. La chiesa non presenta una facciata autonoma perché il fronte è occupato dal coro costruito per l'uso delle monache. Documenti anteriori alla soppressione del 1860 attestano la presenza di numerosi dipinti tra XV e XVII secolo e di estesi cicli di affreschi quattrocenteschi, oggi in gran parte perduti. Nel coro si conservano una "Madonna con il Bambino e i santi Andrea, Marziale e Giovannino" di Benedetto Nucci (1553) e una "Santa Vittoria" attribuita a Giovanni Michelini (1654), che rappresentano i principali riferimenti artistici ancora presenti nell'ambiente liturgico.2
La chiesa è stata resa maggiormente nota al pubblico grazie alla fiction Don Matteo, nella quale è apparsa dalla prima all'ottava stagione come interno fittizio di un'altra chiesa eugubina, quella di San Giovanni.3
Fonti e note
- 1
Bernardino Sperandio, B.,Chiese romaniche in Umbria. Quattroemme, Perugia, 2001, p.77
- 2
Monasteri benedettini in Umbria : alle radici del paesaggio umbro / direzione scientifica di Giustino Farnedi ; repertorio dei monasteri a cura di Nadia Togni. Regione Umbria ; Cesena: Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 98-100
- 3
Don Matteo, su italyformovies.it. citato da "Chiesa di San Marziale (Gubbio)." Wikipedia, L'enciclopedia libera. 18 giu 2025, 15:01 UTC. https//it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chiesa_di_San_Marziale_(Gubbio)&oldid=145500118. URL consultato gennaio 2026.