La chiesa del Santissimo Crocifisso sorge lungo la direttrice della SS71 Umbro‑Casentinese, poco fuori dalla porta settentrionale di Monteleone d’Orvieto, in un’area che per secoli ha rappresentato un punto di passaggio e di devozione. Le sue origini sono legate a una piccola cappella, collocata presso un incrocio stradale, dove era dipinta un’immagine del Crocifisso ritenuta miracolosa. La presenza di edicole votive agli snodi viari è attestata già nel XV secolo, quando lungo le strade che conducevano a Monteleone si trovavano immagini sacre dedicate al Crocifisso, alla Madonna o ai santi.
Il culto verso il Crocifisso crebbe progressivamente, tanto da rendere necessario trasformare una di queste edicole in un piccolo oratorio, nel quale venne realizzato l’affresco ancora oggi conservato. Il clima religioso dell’epoca era segnato anche dalla predicazione di San Bernardino da Siena, che nel 1426 soggiornò nel convento francescano di Città della Pieve, promuovendo la devozione al nome di Gesù e fondando una Confraternita della Misericordia presso un oratorio decorato con una Crocifissione. La diffusione del monogramma bernardiniano JHS contribuì ulteriormente alla venerazione del Crocifisso nell’area.
Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, accanto alla cappella venne costruito un portico, ancora leggibile, che aveva una duplice funzione: offrire riparo ai viandanti e accogliere i fedeli durante le celebrazioni all’aperto. Accanto al portico si trovava una sorgente, tuttora esistente, che costituiva un punto di riferimento per chi transitava lungo la strada.
Nel 1601, in seguito alla crescente devozione popolare e ai presunti eventi miracolosi attribuiti all’immagine del Crocifisso, la comunità chiese alle autorità ecclesiastiche l’autorizzazione a costruire una chiesa più ampia attorno alla cappella originaria. La Confraternita del Crocifisso, che dal 1604 era stata trasferita fuori dall’abitato, trovò qui la propria sede e già nel 1612 contava numerosi iscritti.
La costruzione del nuovo edificio iniziò nel 1612 su progetto dell’architetto orvietano Francesco Scalza, figlio di Ippolito Scalza. L’inaugurazione avvenne nel 1633, con la benedizione della chiesa e la sua aggregazione alla Confraternita della Morte, che aveva contribuito alle spese. I lavori si conclusero nel 1637, come ricorda l’iscrizione scolpita nello stemma del Comune di Monteleone posto sopra il portale. La cappella primitiva non venne demolita: la parete di fondo con l’immagine del Crocifisso fu conservata e divenne l’altare della nuova chiesa.
Nel corso del Seicento l’edificio si arricchì di due cappelle laterali: quella sinistra, dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, ospitava un dipinto dell’Ultima Cena attribuito a Ottavio Pratelli; quella destra, inizialmente intitolata a Sant’Isidoro Agricoltore, fu dedicata a San Pio V dopo la canonizzazione del pontefice nel 1712, quando vi si iniziò a celebrare la festa del Rosario. In epoca successiva, la nicchia della cappella accolse una statua del Risorto, poi dedicata alla Madonna Addolorata intorno al 1930.
Nel Settecento il complesso si ampliò ulteriormente. Dietro la chiesa era presente un piccolo alloggio per un romito, documentato nel 1747, incaricato di custodire l’edificio e assistere i viandanti. Nel 1754 l’organo della Collegiata fu trasferito nella chiesa del Crocifisso e collocato sopra il portale, chiudendo la finestra centrale; per raggiungerlo venne costruita una scala esterna. Nello stesso periodo fu installata la mostra d’altare in legno dorato. Dopo il 1778, quando la Collegiata fu ristrutturata per accogliere le reliquie di San Teodoro, il coro ligneo venne trasferito nella chiesa del Crocifisso e collocato dietro l’altare, dove si trova ancora oggi. Nei locali adiacenti risiedeva il sacrestano con la famiglia, e dopo il 1800 fu costruita per lui una nuova abitazione.
Nel 1924 la Confraternita del Crocifisso cedette i locali del custode per destinarli a un asilo infantile, che venne ristrutturato e ampliato con una terza costruzione voluta dal parroco dell’epoca, destinata anche a colonia estiva. Dal 1970 l’intero complesso è affidato alla parrocchia e ospita anche la sede della banda musicale locale. Tra il 2001 e il 2004 la chiesa è stata oggetto di un intervento di restauro finanziato dal Ministero dei Beni Culturali.
L’edificio presenta una pianta rettangolare con due cappelle laterali poste a metà della navata. L’altare maggiore è caratterizzato da una scenografica macchina lignea, dietro la quale si apre un vano absidale rettangolare che accoglie il coro semicircolare proveniente dalla vecchia parrocchiale. La struttura è in muratura mista; la parete esterna destra conserva le sagome in mattoni di arcate predisposte per eventuali ampliamenti. La navata centrale è coperta da una struttura lignea a vista, mentre le altre parti presentano volte a botte. Un cornicione perimetrale indica l’imposta della volta originariamente prevista. La facciata, intonacata, è a capanna con portale timpanato e due finestre superiori, mentre la terza apertura centrale è stata chiusa in seguito all’installazione dell’organo. Il campanile a vela si trova sopra la parte sinistra dell’abside. I pavimenti sono in cotto e la controfacciata ospita la cantoria su colonne, con i confessionali incassati nelle pareti laterali.1
Fonti e note
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Chiesa del Crocifisso <Monteleone d'Orvieto>.”Chiese Italiane, Conferenza Episcopale Italiana, 8 novembre 2010, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sercd=3438 . Ultima modifica 18 dicembre 2015, visitato nel mese di febbraio 2026
Di Schino, L., 15 agosto 2004: un'inaugurazione per ricordare la storia della chiesa del Santissimo Crocifisso. Sito web Monteleone Online http://www.monteleoneonline.com/Art.9%20Chiesa%20Crocifisso.htm visitato nel mese di ottobre 2012.