La Pinacoteca Civica di Gubbio è ospitata dal 1909 al piano superiore del Palazzo dei Consoli, uno dei massimi simboli dell’architettura civile medievale umbra. La sua formazione trae origine dalle opere provenienti dagli ordini religiosi soppressi dallo Stato italiano, cui si aggiunsero, già dal 1870‑71, i reperti archeologici e i dipinti inizialmente collocati nel vicino Palazzo del Podestà.
La raccolta museale documenta in modo ampio e articolato la produzione artistica eugubina dal Medioevo all’età moderna. Il nucleo più antico comprende grandi croci dipinte, polittici e affreschi staccati provenienti dalle chiese cittadine, opere che testimoniano l’attività dei maestri locali del XIV secolo e il dialogo con le correnti artistiche umbre e toscane. Tra gli esempi più significativi figurano la Croce dipinta del Maestro della Croce di Gubbio, la Maestà di un pittore del XIV secolo, le opere attribuite a Guiduccio Palmerucci e i raffinati manufatti della bottega assisiate.
Accanto alla produzione trecentesca, la Pinacoteca conserva testimonianze fondamentali dell’arte tra Cinquecento e Seicento, periodo in cui Gubbio si arricchì di pale d’altare, gonfaloni e cicli affrescati realizzati da artisti forestieri e locali. Spiccano le opere dei perugini Sinibaldo Ibi e Orlando Merlini, autori rispettivamente del celebre Gonfalone della Madonna della Misericordia e dell’affresco dedicato al ritorno dei Montefeltro, e quelle degli eugubini Pietro Paolo Baldinacci, Benedetto e Virgilio Nucci, Federico Brunori e Felice Damiani, protagonisti della vivace stagione pittorica cittadina tra manierismo e primo barocco.
Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di sculture, tabernacoli, manufatti devozionali e preziosi esempi di arte applicata, come il piatto a lustro di Mastro Giorgio, capolavoro della ceramica rinascimentale eugubina.
Un capitolo significativo della storia collezionistica locale è rappresentato dalla raccolta Ranghiasci, una delle più importanti dell’Umbria nella metà dell’Ottocento. Formata dal restauratore e conoscitore d’arte Sebastiano Ranghiasci, comprendeva opere medievali, ceramiche e reperti antichi. Ospitata nel palazzo di famiglia, fu dispersa all’asta nel 1882, ma contribuì in modo determinante alla valorizzazione del patrimonio storico‑artistico eugubino.
Fra le opere è possibile ricordare:
- Sarcofago marmoreo con allegoria delle Stagioni, metà III sec. d.C.
- Iscrizione dal teatro romano, fine I sec. a.C.
- Lapidi funerarie di età romana
- Tavole Iguvine, sette tavole bronzee, III–II sec. a.C.
- Monetazione antica di Gubbio, inizi III sec. a.C.
- Maestà, inizi XIV secolo, pittore del XIV secolo
- Croce dipinta, inizi XIV secolo, Maestro della Croce dipinta di Gubbio
- Croce in vetro dipinto e dorato, 1330–40, bottega assisiate
- Madonna con il Bambino e santi, 1330–40 circa, pittore del XIV secolo
- Madonna con il Bambino, santi e committente, 1340–50, Mello da Gubbio
- Madonna con il Bambino e santi, circa 1340, Maestro di San Francesco al Prato
- Tabernacolo a sportelli, XIV secolo – Figure di santi (fine XIII secolo) – Dittico con Crocifissione e Madonna con Bambino (prima metà XIV secolo, ambito veneziano) – Miniature di santi (artisti umbri di cultura giottesca e senese) – Quattro reliquiari in vetro dorato e graffito (prima metà XIV secolo)
- Pietà, scultore tedesco del XV secolo
- Gonfalone della Madonna della Misericordia, 1503, Sinibaldo Ibi
- Celebrazione del ritorno dei Montefeltro, circa 1504, Orlando Merlini
- Piatto in ceramica a lustro, 1527, Mastro Giorgio
- Esaltazione della Croce, 1562, Benedetto Nucci
- San Francesco e il lupo, 1612, Federico Brunori
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Fuga in Egitto, 1634, Rutilio Manetti.