Casa franconi-belli

Comune: Terni
Altre emergenze architettoniche e culturali: Architettura industriale e civile

L’intervento per la realizzazione di Casa Franconi-Belli, unitamente a quello per la realizzazione della vicina Casa Pallotta, si colloca all’interno della sistemazione, fortemente voluta da Ridolfi, della zona di Corso del Popolo, su cui affaccia anche Palazzo Spada. La volontà del progettista è quella di instaurare un rapporto tra i nuovi volumi edificati e il prospiciente palazzo, prevedendo il rimodellamento del centro storico tramite l’inserimento del “nuovo” nell’“antico”.

L’opera è costituita da due corpi di fabbrica distinti e disposti a formare una “L” affacciata sulla attuale piazza Mario Ridolfi. Entrambi gli edifici sono contraddistinti al piano terreno dalla presenza di negozi, caratterizzati da grandi vetrate; l’edificio secondario, inoltre, presenta un portico affacciato su Corso del Popolo ed è organizzato su quattro livelli oltre al piano della soffitta. Il corpo di fabbrica principale è organizzato su sette livelli, l’ultimo dei quali caratterizzato da un restringimento planimetrico che lascia spazio a una grande terrazza che perimetra l’intero piano e che è evidenziata in prospetto da parapetti in laterizio. Gli ultimi due livelli ospitano alloggi duplex, mentre i livelli precedenti ospitano quattro alloggi per piano, organizzati attorno a un vuoto centrale, elemento caratterizzante dell’intero impianto planimetrico, che costituisce una corte interna su cui affacciano i locali adibiti a servizi; adiacente a tale spazio è collocata la monumentale scala elicoidale. All’interno del volume secondario si sviluppano due corti interne simmetriche rispetto al corpo scala centrale.

Il sistema costruttivo è costituito da un impianto di travi in calcestruzzo armato che poggiano principalmente sui quattro pilastri che delimitano il vuoto centrale; questa soluzione consente una maggiore libertà compositiva in pianta. I pilastri in calcestruzzo armato visibili all’esterno assolvono quindi a una funzione di irrigidimento della struttura. Il paramento murario è realizzato in pietra squadrata; lungo le aperture corrono decorazioni policrome in ceramica, la cui continuità verticale è interrotta a ogni livello da un marcapiano in calcestruzzo. La copertura dell’edificio è a padiglione.

Tale intervento, unitamente agli altri edifici ridolfiani situati in quest’area centrale della città, genera una nuova immagine urbana, costituita da un linguaggio e da un tipo edilizio omogenei che stabiliscono nuove relazioni con lo specifico contesto in cui si collocano. L'opera di Mario Ridolfi è iniziata nel 1959 e terminata nel 1962. 1

Fonti e note

  1. 1

    "Casa franconi-belli – Scheda Opera". Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura – Direzione generale Creatività contemporanea, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda ultima modifica 2025-01-29 12:12:19. https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=1579 

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