La chiesa di San Fedele si trova lungo la Strada Centrale Umbra, poco prima dell’ingresso al complesso monumentale di Villa Fidelia, del quale costituisce parte integrante. L’edificio è compreso all’interno della cinta che delimita la proprietà e si riconosce facilmente per la facciata decorata e per il piccolo campanile a vela, elementi che ne segnalano la presenza lungo l’antico tracciato viario che collega Spello ad Assisi.
L’edificio religioso è strettamente connesso alla storia e alle trasformazioni del complesso di Villa Fidelia, che sorge su un’area occupata in età romana da un articolato insieme sacrale. In questo contesto si inserisce anche la chiesa, la cui struttura ingloba resti di una costruzione più antica realizzata con alternanza di laterizi e ricorsi di pietra. Tale edificio precedente, a pianta rettangolare con abside e disposto in asse con il sacello occidentale del santuario romano, è stato identificato come il tempio dedicato alla "Gens Flavia", edificato dopo il 326 d.C., in relazione al rescritto costantiniano che autorizzava la costruzione di un edificio celebrativo per la dinastia imperiale nel territorio di Hispellum.
In epoca successiva il luogo fu associato alla memoria di San Fedele, assumendo il ruolo di martyrium. A questa tradizione si riferisce anche un’iscrizione fatta collocare nel 1644 sulla facciata esterna da Taddeo Donnola, che ricordava l’identificazione del sito con il luogo legato al culto del santo. La chiesa divenne così meta di devozione e di processioni: tra queste viene ricordata quella che, nel giorno di San Marco, partiva da Spello e raggiungeva l’oratorio con la partecipazione del clero, delle confraternite e della popolazione.
Dal punto di vista architettonico l’edificio presenta dimensioni contenute (circa 12 metri di lunghezza per 6,15 di larghezza) e un impianto semplice. La struttura è caratterizzata da una copertura a capanna e da un’abside a catino; tali elementi hanno fatto ipotizzare un’origine dell’edificio risalente all’XI secolo, quindi anteriore rispetto alla configurazione attuale della facciata.
All’interno lo spazio è coperto da una volta a botte e illuminato da finestre ovali, oltre che dall’apertura centrale sulla facciata. Le trasformazioni subite nel tempo sono leggibili soprattutto nelle aperture e nelle parti della muratura, segno dei diversi interventi che hanno interessato la fabbrica nel corso dei secoli.
L’interno oggi appare piuttosto semplice e in parte impoverito dal punto di vista decorativo. Sulla parete sinistra è visibile l’impronta lasciata dal distacco di un affresco, mentre sulla parete opposta è conservata una pittura del XVI secolo raffigurante "San Felice", priva della parte inferiore. Nella zona sottostante l’altare, in uno spazio ipogeo, la tradizione indicava il luogo della sepoltura del martire, meta in passato di frequenti pellegrinaggi.
All’inizio del Novecento l’edificio era proprietà del folignate Sante Ubaldi, che ne promosse un intervento di restauro. La chiesa venne riaperta al culto nel 1911, in occasione della festa della traslazione delle reliquie di San Felice, quando una solenne processione proveniente dalla chiesa di San Lorenzo raggiunse l’oratorio accompagnata dal suono delle campane e dalla partecipazione delle confraternite cittadine. Successivamente la proprietà passò all’ingegner Decio Costanzi, il quale avviò nuovi lavori di sistemazione affidandone il progetto all’architetto Cesare Bazzani. In questa fase l’edificio fu parzialmente accorciato per migliorare la visibilità lungo la strada e dotato di una nuova facciata armonizzata con l’architettura della villa; la riapertura al culto avvenne l’11 maggio 1935.
Per lungo tempo la chiesa ha svolto anche la funzione di cappella privata della villa. Nel corso del XX secolo le trasformazioni del complesso hanno comportato l’aggiunta di un corpo basso addossato alla struttura, destinato a ospitare locali di servizio. Nonostante le modifiche e la semplicità dell’apparato decorativo interno, l’edificio conserva ancora oggi un significativo valore storico e testimoniale, legato sia alla tradizione religiosa locale sia alla stratificazione architettonica del complesso di Villa Fidelia e dell’antico santuario romano su cui esso si sviluppa1.
Fonti e note
- 1
Guiducci, S., Guida Turistica di Spello – Itinerari fra Storia e Natura, Comune di Spello, Assessorato al Turismo. 2009
"Studio di fattibilità. Rete regionale per la valorizzazione di ville, parchi e giardini nel paesaggio rurale. Servizio promozione e valorizzazione sistemi naturalistici e paesaggistici" della Regione dell'Umbria