L’Oratorio del Crocifisso si trova nel centro storico di Foligno, nello spazio compreso tra Palazzo Scafati‑Candiotti e l’attuale Auditorium di San Domenico. La sua origine è legata alla Confraternita del Crocifisso, associazione laica attiva in città già dal Quattrocento e formalmente riconosciuta nel 1570. Come altre confraternite sorte nel clima della Controriforma, essa riuniva membri della nobiltà e dell’alta borghesia impegnati in opere di assistenza: cura degli infermi, sostegno ai poveri e agli stranieri, aiuto agli orfani e alle giovani prive di dote, oltre al supporto ai condannati e ai carcerati.
Grazie alla concessione in enfiteusi di un orto adiacente al convento domenicano di Piazza San Domenico, i confratelli poterono edificare il loro oratorio, che nel tempo venne ampliato e arricchito grazie a lasciti e offerte destinate alla costruzione e alla decorazione. L’edificio, oggi uno dei più significativi esempi di oratorio barocco della città, presenta un’unica aula affiancata da una sacrestia e da un campanile sul lato sinistro. La sua configurazione attuale deriva da tre principali fasi costruttive, riconoscibili nella suddivisione interna.
La parte più vicina all’ingresso, risalente alla fine del Cinquecento, è caratterizzata da un soffitto ligneo a cassettoni decorato con foglie d’oro e campiture azzurre. Tra il 1587 e il 1642 si colloca anche l’esecuzione dell’affresco con Sant’Elena e l’invenzione della Croce, firmato da Noel Quillerier e datato 1626, rinvenuto durante i restauri. Alla stessa epoca è riferibile il Crocifisso ligneo oggi collocato sull’altare maggiore.
Nel 1643 la Confraternita avviò un ampliamento che portò alla realizzazione della copertura lignea dipinta, opera degli intagliatori locali Francesco Costantini e Cristoforo Lacchi (1629‑1631). Al centro del soffitto si trova il dipinto con Cristo risorto tra cherubini e serafini, attribuito a Giovanni Battista Michelini (1672). Numerosi artisti collaborarono nel corso del Seicento alla decorazione dell’oratorio, tra cui Giovanni Fontana, Giuseppe Bilancioni, Giuseppe Lepri e il bolognese Maria Mazza per gli stucchi, mentre Michelini, Carlo Lamparelli, Francesco Bertosi e forse il Nasini contribuirono alla pittura murale.
L’ultima grande fase costruttiva iniziò nel 1702 sotto la direzione del folignate Felice Tucci e portò al completamento della zona presbiteriale, coperta da una volta a botte lunettata. Nel 1706 vennero realizzate molte delle decorazioni settecentesche, tra cui la macchina d’altare scolpita e dorata da Antonio Calcioni, che custodisce l’immagine del SS. Crocifisso affiancata dalle statue della Vergine e di San Giovanni. Il campanile fu aggiunto nel 1754. L’Oratorio è entrato a far parte del patrimonio comunale nel 2002.
Dopo il sisma del 1997 è stato avviato un articolato programma di recupero, suddiviso in cinque stralci, che ha interessato sia il consolidamento strutturale sia il restauro degli apparati decorativi, degli altari, delle statue lignee e degli stucchi. Nel 2013 sono proseguiti gli interventi sulle superfici parietali e sugli elementi ornamentali. Restano ancora da restaurare le due cantorie lignee del 1708 e l’organo del 1738. I lavori complessivi si sono conclusi nel 2015 con la riapertura dell’edificio.
L’Oratorio non è ancora inserito nel circuito museale comunale e viene aperto in occasione di eventi e iniziative culturali1.
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)