La Chiesa di Santa Maria dei Bianchi, situata lungo il Corso Vannucci di Città della Pieve, rappresenta uno dei principali interventi architettonici promossi dalla confraternita omonima tra XVII e XVIII secolo. L’esigenza di un edificio più ampio nacque già nel 1600, quando mons. Dandini – inviato da Clemente VIII – constatò che il piccolo oratorio originario non era più in grado di accogliere i fedeli durante le celebrazioni più partecipate. Fu quindi stabilito che una nuova chiesa sorgesse al posto degli edifici utilizzati fino ad allora come ospedale, adiacenti alla sede confraternale. Nonostante il decreto, i lavori iniziarono solo oltre un secolo più tardi.
Nel Settecento la costruzione prese forma definitiva: il titolo parrocchiale divenne quello della Purificazione di Maria Santissima, e l’edificio fu completato verso la fine del secolo grazie all’intervento dell’architetto Andrea Vici. Nel 1713 il vecchio ospedale era ormai demolito e la confraternita decise di trasferire l’attività assistenziale nei locali dell’ex ospedale del Beato Giacomo, situato fuori Porta Vecciano.
Tra il 1740 e il 1746 la chiesa venne arricchita da importanti apparati decorativi. Lo stuccatore Cesare Cremoni realizzò gli stucchi degli altari e del cornicione, mentre il pittore romano Giovanni Miselli, affiancato dal pievese Sebastiano Bolletti, eseguì le pitture della cupola e degli ovali del presbiterio e delle pareti. Nel 1746 fu collocata sull’altare maggiore la grande tela della Presentazione al Tempio, commissionata a Roma dal duca Bonelli e donata in parte alla chiesa. Nello stesso periodo furono completati anche i dipinti degli altari laterali, tra cui quello dedicato alla Madonna della Mercede.
Terminati i lavori, la chiesa venne riaperta al culto e benedetta nell’agosto del 1746. La facciata, iniziata nel 1772, rimase incompleta fino al 1778. Una visita pastorale del 1774 documenta condizioni strutturali difficili, con problemi di umidità dovuti a una fogna vicina e alla scarsa manutenzione delle coperture.
Nel 1893 l’edificio subì un importante rinnovamento: il pittore perugino Giovanni Panti realizzò nuove decorazioni interne e fu posata la pavimentazione marmorea, in occasione della consacrazione officiata dal vescovo Paolo Gregori. Nel 1938 si intervenne nuovamente per risanare le pareti danneggiate dall’umidità; la decorazione fu affidata al pittore pievese Filiberto Cappannini e la facciata venne riportata al mattone a vista, in armonia con il carattere architettonico della città. Nello stesso anno fu costruito il nuovo altare maggiore dal marmista Prospero Prosperi, poi consacrato da mons. Giuseppe Angelucci.
Ulteriori restauri furono eseguiti nel 1945 e negli anni Sessanta, quando le visite pastorali segnalarono la necessità di sostituire travi e correnti della copertura.
Architettonicamente la chiesa presenta una navata unica conclusa da un’abside quadrata e scandita in tre campate. Accanto all’ingresso si aprono due ampie nicchie con altari, mentre nella prima campata sono presenti due incavi murari, uno dei quali ospita il fonte battesimale. L’impianto settecentesco si sviluppa in continuità con l’oratorio dei Bianchi, al quale è collegato tramite la sacrestia.
L’interno è definito da un linguaggio architettonico composito: lesene e paraste sorreggono una trabeazione continua da cui si aprono arcate che delimitano la volta a crociera della campata centrale, affiancata da volte a botte lunettate nelle campate iniziale e finale. La cantorìa, collocata sulla controfacciata, presenta una parte centrale più avanzata rispetto ai lati.
La facciata principale, in laterizio a vista, è organizzata su due ordini di lesene toscane che scandiscono verticalmente la superficie. Un cornicione aggettante divide i due livelli, mentre un timpano con volute conclude la composizione. Il portale, sormontato da un timpano in mattoni, è affiancato da due nicchie semicircolari predisposte per statue. Sopra l’ingresso si apre una finestra rettangolare con cornice in laterizio.
La copertura è tradizionale, con struttura lignea e manto in laterizio. Il pavimento, come anticipato, fu realizzato nel 1893 in marmo bicromo – bianco e grigio – con motivi decorativi. Nel 2011 il presbiterio è stato oggetto di un intervento strutturale di restauro.1
Fonti e note
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Chiesa di Santa Maria dei Bianchi – Città della Pieve. Chiese Italiane, Conferenza Episcopale Italiana, ultima modifica: 19/02/2015 https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=3342 Visitato nel mese di dicembre 2025