Abbazia di Santa Maria in Campis

Comune: Foligno
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri

La chiesa di Santa Maria in Campis si trova ai margini orientali di Foligno, lungo l’antico diverticolo della via Flaminia che attraversava la pianura prima di raggiungere Forum Flamini, l’area era già sede di una vasta necropoli romana dei secoli II-III d.C.
 

Abbazia di Santa Maria in Campis
Abbazia di Santa Maria in Campis

Proprio questa posizione, appena fuori dalle mura, favorì la nascita di una basilica paleocristiana, probabilmente legata ai luoghi del martirio di Carpoforo e Abbondio e destinata fin dall’inizio a funzioni cimiteriali. 
Nel XII secolo la chiesa è attestata come *Ecclesia Sanctae Mariae de Fulginea* e, poco dopo, come *Santa Maria de Campis*, assumendo il ruolo di pieve dedicata alla Vergine Annunziata e divenendo uno dei quattro poli mariani che delimitavano simbolicamente la città.

A partire dal 1373, accanto alla pieve si sviluppò un monastero affidato ai Cistercensi della Congregazione del Corpo di Cristo, che trasformò profondamente il complesso. L’intervento fu sostenuto anche dalle indulgenze concesse da Bonifacio IX, il quale visitò la chiesa nel 1392; sulla facciata rimane lo stemma pontificio che ricorda l’evento. 
Nel 1393 Santa Maria in Campis divenne abbazia e sede principale della Congregazione, assumendo anche il titolo di Santa Maria Maggiore. Nei secoli successivi si alternarono Cistercensi, Olivetani, clero diocesano, Frati Minori e infine i Padri Vocazionisti, che ancora oggi guidano la parrocchia. 

Le vicende storiche furono segnate da numerosi restauri, tra cui quelli del 1660 e del 1740, e dai gravi danni dei terremoti del 1831-1832, che portarono nel 1849 a un intervento radicale sulla navata centrale, con la riduzione del presbiterio e la perdita di parte delle cappelle.

L’aspetto attuale della chiesa è il risultato soprattutto dei lavori condotti nel Novecento, quando si scelse di recuperare i caratteri gotici dell’edificio. La pianta è rettangolare, articolata in tre navate separate da colonne e arcate: la navata centrale è coperta da una volta a botte impostata su pilastri archivoltati, mentre le laterali presentano un soffitto piano in legno. 
Il tetto, sorretto da capriate lignee, poggia su un tavolato che sostiene il manto di copertura. Il pavimento alterna pietra bianca e rosa, contribuendo alla luminosità dell’interno. La facciata, rimaneggiata nel corso del Novecento, conserva parte dell’impianto romanico e presenta un portale principale con colonne e trabeazione di ordine composito; ai lati si aprono due porte ripristinate negli anni Cinquanta.

Lungo la navata sinistra si susseguono cappelle che conservano testimonianze pittoriche di grande rilievo. 
La cappella di Pietro di Cola delle Casse, fondata nel 1452, ospita un ciclo di affreschi realizzato tra il 1454 e il 1460, tra cui la scena della “Navicella”, ispirata al celebre mosaico giottesco e attribuita alla bottega di Mazzaforte. 

La cappella di Santa Marta, fondata nel 1330 dai Trinci e affrescata da Niccolò di Liberatore detto l’Alunno nel 1458, conserva una Crocifissione di forte intensità drammatica. Le pareti laterali illustrano episodi della *Legenda Aurea* dedicati a san Tommaso apostolo, con figure eleganti e architetture che rivelano l’interesse per il primo Rinascimento toscano. 

Altre cappelle mostrano interventi di Giovanni di Corraduccio, di artisti della cerchia di Benozzo Gozzoli e di pittori umbri attivi tra Quattrocento e Cinquecento.

Sul lato destro della chiesa si conservano frammenti di affreschi attribuiti al Maestro dell’Incoronazione di Montefalco o, secondo altre letture, a Cristoforo di Jacopo, caratterizzati da figure dai profili marcati e da un’intensa espressività. 

L’architrave della porta della sacrestia, datato 1487, presenta due angeli che sorreggono un calice, emblema della Congregazione del Corpo di Cristo. 
Nel complesso si trovano anche sepolture quattrocentesche, tra cui quella di Pietro Lodam (1449) e quella di Tonno di Giacomo Tonni (1485), inserite nelle pareti delle navate.

Accanto alla chiesa si apre il chiostro quadrangolare, con tre lati porticati e archi a tutto sesto sorretti da colonne in laterizio. Le pareti ospitano un ciclo di affreschi realizzato nel 1963 da Lino Dinetto e dedicato alla vita del beato Bernardo Tolomei, fondatore dell’Ordine olivetano, articolato in quattordici scene che accompagnano il visitatore lungo il perimetro1.

Fonti e note

  1. 1

    Chiesa di Santa Maria in Campis <Foligno>. Chiese Italiane. Conferenza Episcopale Italiana, 08/04/2019, Data creazione 6/6/2011, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=66386 Visitato nel mese di marzo 2026.
    Consultato nel febbraio 2026.Farnedi, G., Togni, N., Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria: Cesena : Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 61-65
    Sperandio, B., Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. pp.63-64
     

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